Non dobbiamo restare soli.
Nel dubbio, nell’angoscia, nella gioia, nella vibrazione e nella speranza; nel sollievo, nella meditazione e nella preghiera.
Nella disperazione, nel dolore più segreto.
Non dobbiamo restare soli.
La divisione nasce dalla solitudine. La solitudine alza il muro più solido che esista, costruisce la barriera impenetrabile dell’incomprensione, sfugge al controllo della condivisione, acceca.
Ogni attimo doloroso, ogni istante di adrenalina, ogni momento di felicità deve essere di tutti, la vibrazione della nostra coscienza deve attraversare il cuore di tutti quanti vivono in noi, di ogni più piccola luce ci appaia nel ricordo o nel presente.
E nel futuro.
Quanto non vediamo non è detto sia inesistente. In ogni momento può apparire la fiamma di un’anima che ci incontra, ci attraversa e sparisce. Di qualche persona che entrerà in noi per sempre. Qualcuno o qualcuna che ci accoglierà per sempre.
Tutto questo non avviene se il nostro muro ci circonda.
La vibrazione iniziata deve espandersi con tutte le anime, deve vivere nell’Uno e nel Suo insieme.
Deve respirare ogni karma, trasformarsi e fondersi nell’enorme dimensione verso cui stiamo andando.
Non dobbiamo restare soli.
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