
Sant'Agostino fu vittima di molti disturbi nervosi ed anche di mali fisici quando seguiva la via del libero pensiero e del libero amore, completamente staccato da ogni devozione centrata sugli ideali che la religione offre ai devoti. Dopo la sua conversione, e quando ebbe abbracciato la vita monastica guarirono le sue nevrosi e le sue malattie e visse in salute oltre gli ottanta.. Ciò che valse per Sant'Agostino e per San Francesco d'Assisi vale anche per l'uomo moderno. Queste leggi psicologiche dell'integrazione personale sono altrettanto universali quanto la legge della gravitazione. C.G. Jung, una delle maggiori autorità in materia, scrisse:
|
«Negli ultimi trent'anni sono stato consultato da gente venuta da ogni parte del mondo civile. Tra tutti i miei pazienti che avevano passato i trentacinque anni non ne trovai uno i cui problemi non fossero in ultima istanza legati ad una visione religiosa della vita. Posso dire con sicurezza che ognuno di loro si era ammalato perché aveva perduto ciò che le religioni viventi in ogni epoca hanno dato ai loro seguaci, e nessuno di essi guarì davvero finché non ebbe riacquistata la visione religiosa della vita».

|
C.G. Jung ha affermato: « Ovunque lo Spirito di Dio viene escluso dalla considerazione degli uomini ne prende il posto un surrogato inconscio ». Quali sono codesti surrogati per l'uomo moderno in luogo dei vecchi concetti di Dio, del monachesimo, della castità e dell'anima? Sono i nuovi dei come il partito politico, il governo, lo stato e così via. Questa idolatria moderna ha in sé la sua nemesi che ci colpisce di rimbalzo con le nevrosi, le psicosi e perfino le malattie fisiche. C. G. Jung, che è un'autorità in materia, ha detto:
« Gli dei sono diventati delle malattie; non Zeus, ma il plesso solare governa oggi l'Olimpo e causa le noie nelle ore d'ufficio, o disturba il cervello del politico e del giornalista che comincia a creare delle epidemie... Laddove Dio non è riconosciuto nascono i desideri egoistici, e dall'ego vengono le malattie.
Tratto da:
“Esoterismo Monastico” di Padre Anthony Elenjimittam ed. Sat Cit Ananda
|
| |
|
|
| |
|
|
Solo negli Stati Uniti vi sono ora più di 30 università, tra cui alcune delle più prestigiose, che ospitano cattedre di Buddhismo tibetano, dove si studiano la lingua e la cultura tibetane e la filosofia e la psicologia del Buddhadharma. Alcuni titolari di cattedra, come Robert Thurman e Jeffrey Hopkins, hanno studiato molti anni in India e in America con i Lama Tibetani

...Malgrado la sua attitudine introversa, l'Oriente sa molto bene come affrontare il mondo esterno. E, malgrado la sua estroversione, anche l'Occidente possiede i mezzi per gestire la psiche e le sue esigenze... Ma ciò che noi possiamo offrire in termini di intuizione spirituale e di tecniche psicologiche, sembra, se comparato ad esempio con lo yoga, arretrato proprio come le tecniche della medicina orientale rispetto alle scoperte della moderna scienza medica occidentale...
Tratto da: La Psicologia di Jung e il Buddismo Tibetano
di Radila Moacanin ed. Chiara Luce
|
SIRDAR IKBAL ALÌ SHAH e C.G.JUNG
|
I notevoli passi compiuti dalla Psicologia occidentale contemporanea verso la comprensione della mente umana, unitamente alle infaticabili ricerche degli studiosi occidentali nel campo dell'Orientalismo, hanno creato, negli ultimi decenni, un'importante situazione nel campo della ricerca e della comprensione culturale.
In primo luogo, la moderna Psicologia occidentale, che si è fatta strada attraverso la sperimentazione fino a diventare una scienza ufficialmente riconosciuta, ha finito per somigliare sempre più, non tanto nella terminologia quanto nella forma, agli insegnamenti orientali sulle potenzialità della mente umana. Il prof. Rom Landau, in un recente saggio sul filosofo Ibn-el-Arabi, accenna al fatto che le interpretazioni freudiane del simbolismo onirico erano già conosciute agli antichi saggi orientali.
|
Inoltre il prof. Jung, fondatore dell'altra grande scuola di psicologia (quella analitica), era dell'avviso che i moderni pionieri - ossia gli occidentali - dello studio della mente umana non avevano ancora raggiunto la maturità dei pensatori orientali. Nel suo libro più importante ("Modern Man in Search of a Soul", Londra, 1959, pag.62) egli afferma:

|
"La psicologia analitica non è più legata al lettino del terapeuta; le sue catene sono state spezzate. Potremmo dire che essa trascende sè stessa e avanza per colmare quel vuoto che ha caratterizzato l'insufficienza psichica della cultura occidentale in confronto a quella orientale. Noi occidentali avevamo imparato a domare e a sottomettere la psiche, ma nulla sapevamo del suo sviluppo metodico e delle sue funzioni. La nostra civiltà è ancora giovane, e avevamo quindi bisogno di tutti gli strumenti del domatore per poter trattare in qualche modo con il barbaro e il selvaggio che sono in noi. Ma avendo raggiunto un livello culturale più elevato, dobbiamo anticipare le necessità e rivolgerci all'auto-realizzazione". |
| |
|