
Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, come risultato della sua osservazione clinica ha scoperto l'importanza che riveste, per la moderna psichiatria, la gratificazione delle pulsioni ancestrali dell'individuo al fine di evitare la sofferenza. Egli pensava che questi bisogni e desideri determinassero i pensieri, sentimenti e comportamenti che presiedono al modo di operare della nostra mente. Se questi impulsi non possono trovare espressione e gratificazione perché censurati dalla famiglia o dalla società, nascono i conflitti e con essi l'insorgenza di sintomi patologici.
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L'obiettivo terapeutico di Freud era quello di far emergere alla consapevolezza questi bisogni nascosti in modo che il conflitto potesse sanarsi grazie alle gratificazioni ottenute nonostante i condizionamenti della società. Freud riteneva che questo fosse lo scopo della terapia ed una delle massime conquiste umane.
I concetti della teoria di Freud erano condizionati dal suo particolare orientamento e dagli obiettivi che si prefiggeva. Derivavano dal suo studio delle patologie della mente e dall'interesse verso gli approcci relazionali dell'individuo col mondo esterno; furono sviluppati anche per dare una traccia utile alla pratica terapeutica. Egli era interessato soprattutto al metodo col quale la mente soddisfa la gratificazione degl'impulsi pur scendendo a compromessi con la società. Freud non aveva studiato gli stati di coscienza più elevati e nemmeno si era posto il problema della natura della coscienza.
Lo Yoga (un'antica corrente di pensiero spirituale di tradizione Indù che trova anche un'applicazione pratica), è sempre stato finalizzato al raggiungimento di stati di coscienza superiore. Ai fini di questo traguardo la mente è un potenziale ostacolo.
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Lo Yoga ha sempre concordato con la psichiatria sul fatto che la mente è uno strumento mirabile, indispensabile non solo per operare nel mondo, ma in certa misura anche per la nostra crescita spirituale. Afferma inoltre che il desiderio è il substrato della mente, come i fili lo sono per la stoffa. Tuttavia si distacca dalla psichiatria nell'affermare che lo scopo della vita, quando si raggiunge una certa evoluzione della coscienza, è l'eliminazione del desiderio piuttosto che la sua gratificazione; in questo modo la mente sparisce, lasciando il posto alla coscienza del vero sé, la Coscienza Universale.

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